Istituto di Tecnologie Biomediche

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è la principale agenzia governativa con il compito di promuovere la ricerca di base, biomedica e clinica attraverso i suoi programmi intramurali ed extramurali. All’interno del CNR, l’Istituto Nazionale di Tecnologie Biomediche (ITB) deriva dall’unione di diversi istituti e unità del CNR.

La sede principale di ITB si trova a Segrate, vicino a Milano, presso il Laboratorio interdisciplinare di tecnologia avanzata (LITA), struttura che ospita vari dipartimenti dell’Università degli Studi di Milano. Questa sede ha più di 2500 metri quadrati di laboratori e uffici e uno staff di oltre 50 persone. Un elenco crescente di istituzioni in tutto il mondo collabora con l’ITB nei settori della ricerca sulle tecnologie Omiche, la Bioinformatica, le cellule staminali, l’oncologia, i disturbi neurodegenerativi, il microbioma umano e la Bioetica

Forti programmi di pre-dottorato e post-dottorato sono stabiliti presso l’ITB per creare un ponte duraturo tra mondo accademico, ricerca medica e industria con lo scopo di promuovere futuri progressi nelle nuove tecnologie biomediche. Esempi di collaborazioni extramurali con l’ITB comprendono progetti di educazione, formazione e ricerca finanziati dalla Comunità Europea, la Fondazione Cariplo, il Comitato Telethon, l’Iniziativa Farmacogenomica Cancro Italia-USA, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e la Fondazione MJ Fox per la Ricerca sul Parkinson .

L’ITB è il più grande istituto del suo genere in Italia ed è stato creato per promuovere nuovi tipi di ricerca biomedica interdisciplinare mettendo insieme biologia, ingegneria, medicina e scienze di base. Ciò è possibile grazie a collaborazioni tra l’industria, scienziati e medici in un’ampia gamma di discipline. Uno degli obiettivi più importanti della sua missione di ricerca è la traduzione di scoperte fondamentali in nuove tecnologie. Nel 1986 Renato Dulbecco propose alla comunità scientifica il sequenziamento del genoma umano. Questa iniziativa in seguito divenne nota come Human Genome Project (HGP), dove un’ampia sezione dell’Istituto in collaborazione con Renato Dulbecco lavorò a questo progetto. Dal 1986, dall’HGP, sono stati compiuti enormi progressi tecnologici che hanno importanti implicazioni nelle future scoperte nelle scienze biologiche e cliniche.

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